Katastrofè | ULTIME STANZE

ULTIME STANZE | invito

ULTIME STANZE | invito

mostra personale di Irene Pittatore

a cura di Roberto Mastroianni per StudioDieci

Inaugurazione venerdì 28 Marzo 2014 | ore 18:00

Dal 29 Marzo al 20 Aprile 2014

Gio, ven, san ore 16:00 | 19:00

 

Ultime stanze di Irene Pittatore inaugura la rassegna Katastrofè. La crisi e le sue forme, ciclo espositivo curato da Roberto Mastroianni e prodotto da studiodieci citygallery di Vercelli che intende indagare il nesso “crisi- trasformazione” nell’evoluzione delle forme e dei fenomeni naturali, sociali e politici.
Attraverso sette personali, quattro bi-personali e una collettiva, gli artisti selezionati saranno chiamati a confrontarsi con la “teoria delle catastrofi” di René Thom: una teoria matematico-filosofica, che spiega il mutamento e l’evolversi dei fenomeni naturali e sociali, considerati come un insieme di equilibri dinamici, che acquistano forma e stabilità attraverso cambi repentini di stato, percepiti e descrivibili come “eventi catastrofici”. “In principio era il verso, un urlo, un latrato”, direbbe Irene Pittatore, un “verso” capace di far scaturire la forza contraddittoria, brutale, creativa e al contempo autodistruttiva della vita, ma era anche il “verso” che come figura linguistica, metrica e stilistica è capace di portare con sé razionalità e ordine poetico, diremmo noi. Nell’arco disegnato tra il “verso”, inteso come raglio/urlo/vocalizzazione animalesca, e il “verso”, inteso come “unità metrica”, si colloca la ricerca e la poetica dell’artista: proprio come il “verso” – “unità metrica”, le sue opere articolano, dal punto di vista ritmico e visivo, una “rappresentazione” che si presenta come il risultato di un’azione creativa (poetica), che sgorga da una forza individuale, primordiale e rimossa: una forza brutale e ferina che la nostra società anestetizza, incapace di reggere l’urto della sua collettiva pluralità, e spinge verso i margini di quella narrazione in technicolor prodotta dall’industria culturale. La ricerca di Irene Pittatore parte, dunque, da qui e si concentra sul rapporto tra impulso vitale e forme del vivere singolo e associato, in una società che sembra ormai popolata di macerie e rovine, coscientemente espulse dal nostro immaginario cognitivo e ordinatamente collocate ai margini dell’auto-rappresentazione mainstream. L’artista affronta quindi il tema della la crisi socio-antropologica in cui siamo immersi come “evento catastrofico” rimosso, che rifiuta scarti e macerie presentando una realtà pacificata, e in questo modo si rende incapace di vivere le trasformazioni cui è sottoposta. Attraverso installazioni e rappresentazioni foto e video realistiche di performance ambientate nella marginalità del tessuto urbano, la mostra si pone l’obiettivo di palesare le contraddizioni e i conflitti tra: la crisi, la forza vitale e l’attività umana che spingono alla trasformazione e l’ordine discorsivo del potere, che ne impone un’immagine pacificata.

                                                                                 Roberto Mastroianni per StudioDieci

Irene Pittatore | Laureata al Dams dell’Università degli Studi di Torino in Storia delle teoriche del cinema con lode e dignità di stampa, è co-fondatrice di NiniQa, società che sviluppa progetti culturali e crossmediali per realtà locali e internazionali. Conduce una ricerca sul linguaggio visivo e performativo, spesso in dialogo con altri artisti.
Nel 2013 ha ottenuto il premio Movin’ Up del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per realizzare a Berlino un libro d’artista sulle nuove forme d’arte nella sfera pubblica, edito da Archive Books con la curatela di Nicoletta Daldanise. Nel 2012 con Annelies Vaneycken ha partecipato all’A.I.R. program Viadellafucina con un progetto su arte e gentrification dedicato all’area di Porta Palazzo a Torino. Nel 2010 con Francesca Macrì è stata invitata dalla commissione Arti Visive della Regione Piemonte a prendere parte ad una residenza di formazione presso Villa Arson a Nizza (FR) ed è stata designata dal network internazionale Resò quale assegnataria della residenza a Capacete (Rio de Janeiro/ San Paolo, BR), dove ha sviluppato un progetto su arte, discriminazione e consapevolezza di genere. Ha realizzato installazioni e interventi per Cittadellarte Fondazione Pistoletto (Viadellafucina A.I.R.), Artissima 18 e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Let’s talk Resò), Palazzo Ducale a Genova e Castel dell’Ovo a Napoli (Living in Lift), XX Giornata FAI di Primavera – Palazzo dell’Arsenale a Torino (Coazioni), ‘nei limiti’ (La Biennale di Venezia 54/Padiglione Italia/Piemonte), XIII edition Biennial of Young Artists from Europe and Mediterranean, Biennale dell’Assurdo, Premio Celeste, FMPQ – City Veins, Yourtime 2010 Torino European Youth Capital, Food Design 5, Proposte XXIII, ZooArt e ManifestaZoone, Fusion Art Gallery e Festival Architettura in Città a Torino. Ha partecipato ai workshop proposti da Krystian Lupa nell’ambito della Biennale di Venezia 2000, da Massimo Bartolini e a.titolo per Proposte XXIII, da Documentary in Europe, Bruna Biamino, Doriana Crema, Dario Neira, Caretto e Spagna.

Questo slideshow richiede JavaScript.