M E N O 3 0

Lo spirito può una cosa,

l’anima un’altra,

il cuore                    un’altra ancora,

la coscienza          un’altra e un’altra.

Solo il corpo umano può tutto.

(Antonin Artaud)

Silenzio.

Religioso Silenzio.

Con la mostra personale di Alessia Tripodi Studio Dieci cambia nuovamente assetto pur rimanendo invariato. Le sue pareti bianche, di volta in volta, ci mostrano un volto sempre nuovo, una fisicità amorfa e versatile in grado di assimilare le opere come se fossero lì da sempre, come se fossero parte integrante e irremovibile del luogo, una parte integrante e irremovibile di un unico Corpo.

Ed è proprio partendo dal concetto di “Anatomia” che si sviluppa questa mostra fotografica. Ogni singolo scatto ci presenta un frammento, una minuscola porzione ingrandita di ignoti barlumi epidermici. L’identità del soggetto è completamente annullata o, forse, semplicemente irrilevante, perché lo sguardo attento dell’artista si è concentrato sull’Altro che nel corpo umano si cela e, allo stesso tempo, presente a chi avrà la voglia, per non dire il coraggio, di perdersi tra le labirintiche trame dell’Essere.

Particolari. Dettagli. Attimi. Finezze sfuggevoli di una realtà nella quale si mescolano pubblico e privato, intimità intime e inconfessabili, esteriorità mutevoli e palpabili.

Silenzio.

Religioso Silenzio.

E’ il Corpo che deve parlare.

E’ il Corpo il solo che può parlare.

Ogni scatto fotografico è via d’accesso alla trascendenza; portale metafisico perché oltre il fisico e, allo stesso tempo, sensuale e sessuale perché, in quegli infiniti passaggi chiaroscurali che la pelle ci regala, non possiamo che lasciarci sedurre da quel fascino (in)discreto che solo il Corpo possiede.

Silenzio.

Religioso Silenzio.

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Diego Pasqualin per Studiodieci

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